Il Presidente Longo alle Sezioni: “Condividiamo i percorsi di formazione”

“Le Sezioni sono il fulcro del nostro sistema”. E’ uno dei messaggi che il Presidente del Comitato Regionale Arbitri, Franco Longo, ha rivolto agli 11 presidi arbitrali periferici della Calabria durante la Stagione Sportiva che volge al termine, ribadito l’ultima volta il 21 maggio, agli arbitri di Taurianova.

Tanti gli argomenti trattati dal Presidente CRA nel corso delle sue visite da remoto alle Sezioni, tra cui i  concetti “della rivoluzione culturale” degli ultimi anni nella Calabria arbitrale. Ma di che si tratta effettivamente? Di un cambio radicale rispetto a un tempo: “Io ero Presidente di Sezione quando insieme all’attuale Componente Nazionale Stefano Archinà – ha detto Franco Longo – abbiamo intrapreso un percorso con una mentalità nuova, una formazione degli arbitri attraverso un metodo diverso e soprattutto condiviso con le Sezioni. Per prima cosa abbiamo dato dignità ai nostri arbitri, con un’opportuna tutela da chi, sui campi, si permetteva di aggredirli con una facilità estrema. Poi l’innovazione principale, la formazione di qualità dei nostri ragazzi, affinché una volta varcati i confini regionali con l’indiscusso principio della meritocrazia, sapessero ben approcciarsi e competere con colleghi di altre realtà nazionali. I primi frutti li abbiamo già raccolti, oggi la Calabria è una buona scuola di assistenti arbitrali, domani sarà anche una buona scuola di arbitri”.  

Il Presidente del CRA Calabria ha quindi posto nuovamente l’accento sulla condivisione: “Nessuno deve battere i pugni per i propri arbitri, ma le Sezioni devono condividere con noi i percorsi di formazione. E già da un po’ di tempo siamo sulla strada giusta”. Ma cosa dovrebbero condividere effettivamente le Sezioni? I già citati principi meritocratici e i criteri di valutazione, nonché l’accettazione di una prestazione negativa per trasformarla in risorsa: “Se i ragazzi non sbagliassero non si riuscirebbe a fare formazione. Ma non è il voto negativo che conta, ma l’individuazione degli errori tecnici che lo hanno generato – ha continuato Longo – affinché se ne faccia tesoro e non si commettano più”. 

Rivoluzione culturale che ha interessato anche il calcio a 5: “Altro nostro obiettivo iniziale era la valorizzazione del futsal, disciplina in forte ascesa: avevamo riunito tutti i rispettivi responsabili sezionali del C5 e i loro arbitri per ‘far parlare la stessa lingua’, con l’indirizzo tecnico a cura del Comitato. Risultati straordinari erano iniziati ad arrivare, poi purtroppo la pandemia ci ha fermati”.

La chiosa finale del Presidente Longo è stata sui Presidenti di Sezione: “Nessuno si fossilizza sui propri arbitri, ma grazie al loro contagioso entusiasmo c’è oggi forte condivisione e voglia di una progettualità che porti la Calabria arbitrale sempre più in alto”.

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