Eugenio Abbattista CAN B a CZ

Eugenio Abbattista in visita alla Sezione di Catanzaro

Eugenio Abbattista, arbitro di Serie B, è stato nei giorni scorsi gradito ospite della sezione di Catanzaro ed, in occasione dell’ultima riunione tecnica, ha svolto una lezione di grande interesse, sotto ogni profilo, davanti ad una sala gremita in ogni ordine di posto.
Il presidente di sezione, Alessandro Guerriero, ha voluto ricordare, prima di dare inizio ai lavori, il notaio Antonio Gualtieri (100 anni lo scorso aprile, Stella d’Oro al merito sportivo e presidente per antonomasia della sezione di Catanzaro) ed Antonio Paone (guardalinee alla CAN A – B, per oltre un decennio a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta) recentemente scomparsi. La platea ha osservato, commossa e rattristata, il minuto di raccoglimento in memoria dei due illustri associati.
Eugenio Abbattista, il quale nel pomeriggio aveva effettuato, unitamente ad alcuni entusiasti colleghi della sezione di Catanzaro, la sua quotidiana seduta di allenamento, ha preso spunto da un monumento (il Cavatore – ovvero l’uomo che scava nella roccia – una gigantesca statua in bronzo collocata in una delle vie centrali del capoluogo calabrese) per descrivere il suo concetto di arbitro di calcio.
La figura dell’arbitro, secondo l’interessante e stimolante esposizione di Eugenio Abbattista, è la determinazione per antonomasia, nonché un soggetto multitasking. Il relatore ha precisato che, in informatica, il termine multitasking (traducibile in italiano con la parola multiprocessore), designa un supporto che consente ad un sistema operativo di eseguire più programmi contemporaneamente.
Il concetto multitasking è adoperato dagli studiosi di psicologia e di organizzazione del lavoro per designare le persone che, soprattutto sotto pressione, reagiscono meglio ad affrontare più impegni contemporaneamente. Orbene, Eugenio Abbattista, sulla scorta di tale fondamentale premessa, ha ribadito che l’arbitro di calcio è per natura multitasking, in quanto riesce a districarsi bene, durante la direzione di una partita di calcio, a svolgere più funzioni contemporaneamente ed a passare da un’attività all’altra (correre; rapportarsi con i giocatori; coordinarsi con i collaboratori; decidere; gestire l’errore), nonostante la rapidità incontrollabile degli eventi che si verificano nel corso della svolgimento della gara.
Il relatore ha puntualizzato che la capacità di essere multitasking non è un dono di madre natura, bensì è frutto di un duro lavoro di formazione, dedizione e sacrificio. Fondamentale, pertanto, è il ruolo degli osservatori per gli arbitri; infatti, solo traendo spunto dai rilievi degli osservatori, l’arbitro potrà, lavorando con metodo e determinazione, correggere i suoi errori e crescere, come uomo ed atleta.
Eugenio Abbattista, dando concreto senso alle sue parole, ha mostrato, alla platea, una serie di filmati, relativi ad alcune da lui dirette, in cui si è soffermato sugli errori, da lui commessi, analizzandoli in maniera chirurgica (posizione; spostamento; valutazione), fornendo, così, una grande prova di umiltà, ma, al contempo, ha trasmesso, ai presenti, la sua feroce determinazione a migliorasi e la sua grande voglia di crescere.
Il relatore ha concluso il suo intervento rispondendo alle domande degli entusiasti giovani colleghi in merito all’utilizzo della tecnologia e la collaborazione con gli arbitri addizionali.

Fonte www.aia-figc.it

Print Friendly